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Rapporto sulle libere professioni in Italia
Il X Rapporto sulle libere professioni in Italia – Anno 2025, dal titolo “Identità in transizione. Le professioni intellettuali tra mercati, algoritmi e territori”, fornisce un quadro aggiornato dell’evoluzione del sistema professionale italiano, caratterizzato da trasformazioni demografiche, economiche e tecnologiche.
Nel 2024 i liberi professionisti in Italia sono 1,378 milioni, pari al 5,8% degli occupati e al 27,1% dell’intero lavoro indipendente. Dopo le difficoltà legate alla pandemia, il comparto evidenzia una ripresa. Nonostante ciò, il livello complessivo resta ancora sotto la soglia pre-Covid.
La crescita è sostenuta soprattutto dai professionisti con dipendenti, che raggiungono il 17,6% del totale, mentre calano i professionisti senza dipendenti, diminuiti del -7,2% negli ultimi cinque anni. A livello territoriale, il Mezzogiorno mostra gli incrementi più intensi dal 2014, seguito dal Centro, mentre il Nord Ovest rimane stabile e il Nord Est cresce in modo più contenuto.
Le attività scientifiche e tecniche (48,3%) e le professioni sanitarie e sociali (17,6%) rappresentano i principali ambiti di attività, pur registrando una lieve flessione rispetto al 2019. Crescono invece comparti collegati alla trasformazione economica del Paese, come le costruzioni e le attività artistiche e culturali.
Nel 2024 le donne sono 510 mila, con un aumento del 19,9% in dieci anni, pari al 37% del totale e con punte del 40% nel Nord Ovest. Restano tuttavia sottorappresentate nei settori tecnico-finanziari (21-24%). Il comparto invecchia, quasi un terzo dei liberi professionisti ha più di 55 anni.
La trasformazione delle libere professioni è interpretata attraverso le “quattro D” – demografia, dazi, debito e digitale – che rappresentano i fattori strutturali capaci di influenzare la traiettoria del settore nel prossimo futuro.