L’Istat ha recentemente pubblicato i dati sul Pil 2023 delle ripartizioni territoriali e delle regioni italiane. A tal proposito, l’Istituto nazionale di statistica sottolinea che “a partire dal 23 settembre 2024 le serie storiche dei conti nazionali, basate sul Sistema Europeo del Conti (SEC 2010), sono state oggetto di una revisione generale finalizzata a introdurre miglioramenti dei metodi di misurazione di componenti e variabili specifiche, derivanti anche dall’utilizzo di fonti informative più aggiornate o, in alcuni casi, del tutto nuove.”
Secondo l’edizione dei dati di gennaio 2025, il Pil italiano del 2023 risulta pari a circa 2.128 miliardi di euro. La Lombardia contribuisce al Pil nazionale per il 23,0% (490,4 miliardi), seguita dal Lazio con l’11,2% (238,9 miliardi). Veneto ed Emilia-Romagna si attestano ciascuna intorno al 9%, rispettivamente con 197,1 e192,7 miliardi.
Il contributo di una regione al Pil nazionale dipende sia dalla ricchezza media pro capite sia dalla sua popolazione. Per un confronto più equo tra territori, è utile considerare i dati pro capite, che eliminano l’effetto della dimensione demografica e riflettono meglio il livello di benessere e sviluppo economico.
Il territorio in cui si rileva la maggior ricchezza per abitante è la Provincia Autonoma di Bolzano (59.807 euro), seguita dalla Lombardia (49.063 euro), dalla Provincia Autonoma di Trento (46.366 euro) e dalla Valle d’Aosta (46.334 euro). Anche nel Lazio (41.790 euro) e nel Veneto (40.639 euro) i valori del Pil pro capite risultano elevati e superiori alla media italiana, pari a 36.077 euro. Le regioni con i valori più bassi sono generalmente nel Mezzogiorno. In fondo alla classifica si trovano Calabria (21.050 euro), Sicilia (22.891 euro) e Campania (23.214 euro).
Il confronto del Pil delle ripartizioni italiane tra il 2022 e il 2023 – operato, in ottica di comparabilità, considerando il Pil a prezzi costanti con anno di riferimento 2022 – evidenzia leggere variazioni positive in tutte le aree.
In termini compositivi i valori del 2022 risultano in linea con quelli del 2023, secondo i quali il Pil del Nord Italia contribuisce da solo per più del 56% al valore nazionale, trainato in misura maggiore dal versante ovest (33,2%). Centro e Mezzogiorno incidono sul prodotto interno lordo nazionale rispettivamente per il 21,4% e per il 22,4%.
Anche dal confronto dei dati regionali pro capite si osserva, quasi sempre, un incremento del Pil fra il 2022 e il 2023. Tuttavia, nei territori di Friuli-Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna e Toscana si registra un lieve decremento della ricchezza media per abitante (tra il -0,1% il -0,5%). Tutte le regioni del Mezzogiorno, al contrario, manifestano incrementi significativi del Pil pro capite; nello specifico la crescita è particolarmente elevata in Sicilia (+2,5%), Abruzzo (+2,3%), Calabria (+1,8%) e Sardegna (+1,8%).