11 Febbraio 2025

Giornata internazionale delle donne nella scienza: ancora poche laureate nelle discipline Stem

Oggi, 11 febbraio 2025, si celebra la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza ed è quindi un’occasione per riflettere sulla presenza delle donne nel mondo scientifico.

Osservando la quota di laureate in discipline Stem nei paesi dell’Unione europea nel 2022, si evince come ci sia ancora un marcato divario di genere nella maggior parte dei paesi europei. Infatti, in nessun paese la quota di donne laureate in queste discipline raggiunge o supera quella maschile. L’Italia, in realtà, si pone tra le posizioni di vertice della classifica europea con una quota di donne laureate in materie Stem pari al 39%, superando il valore medio dell’Unione europea (35,4%); inoltre, tra i grandi paesi solo la Francia ha una performance migliore, con una percentuale di donne tra i laureati Stem del 42,6%. Tuttavia, il contributo femminile in Italia risulta in lieve calo rispetto al 2015 (-1,5 punti percentuali); mentre la Francia nello stesso periodo osserva una crescita di 11 punti percentuali.

Belgio, Spagna e Germania ricoprono invece gli ultimi posti in classifica con una quota di donne laureate in ambito Stem inferiore al 28%. Inoltre, in Spagna questo valore rispetto al 2015 è in diminuzione di quasi 2 punti percentuali, mentre in Belgio e Germania è aumentato di circa 1 punto.

La figura presenta una panoramica delle quote di partecipazione femminile nelle lauree Stem nei paesi dell’Unione europea, suddivise per ambito disciplinare: “Scienze naturali, matematica e statistica”, “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” e “Ingegneria, produzione e costruzione”.

In media, le donne sono più presenti in Scienze naturali, matematica e statistica, con una percentuale media europea del 59,7%. La partecipazione femminile risulta inferiore in Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (21,3%) e in Ingegneria, produzione e costruzione (27,7%). I paesi che si distinguono per un’alta presenza femminile nelle scienze naturali e nelle materie affini includono Polonia, Romania, Francia e Bulgaria, con percentuali superiori al 68%. Tuttavia, la situazione è meno favorevole nel settore delle tecnologie, dove i numeri rimangono piuttosto bassi e la quota di laureate non arriva mai al 40%. Le percentuali inferiori si trovano in Spagna (13,5%) e in Belgio (13,6%), paesi che risultano ultimi (insieme all’Ungheria) anche nei corsi riguardanti le scienze naturali. Anche nell’Ingegneria la quota di donne partecipanti non arriva al 40%, ma mediamente si notano percentuali attorno al 28%, superiori a quelle del campo tecnologico.

L’Italia si colloca in una posizione intermedia: nelle scienze naturali – nonostante una quota pari al 58,2% – e nel campo tecnologico (19,9%) il nostro Paese è di circa 1,5 punti percentuali inferiore alla media europea. Invece, nell’area ingegneristica, l’Italia supera la media europea di quasi 3 punti percentuali (30,6% rispetto al 27,7%).

L’Europa nel suo complesso mostra un panorama variegato, con alcune nazioni che registrano un notevole progresso verso l’inclusione delle donne nelle lauree Stem, mentre altre continuano a faticare, soprattutto nei campi tecnologici e ingegneristici.